Alla mostra di Venezia sono stati dedicati due giorni alla tragedia delle morti bianche, suscitando il vivo apprezzamento del Presidente della Repubblica Napolitano.
Ieri, 4 settembre, è stata la giornata dedicata al film di Adriano Celentano Yuppi Du uscito nel 1975. Il film, dopo tre anni di restauri, ha suscitato molto interesse, data l’attualità delle tematiche affrontate: gli incidenti sul lavoro, l’inquinamento, la violenza sulle donne, la divisione classista e l’arte moderna.
La pellicola narra la storia di un barcaiolo veneziano, Felice, che si ritrova bigamo, suo malgrado. La prima moglie, infatti, aveva finto il suicidio per legarsi a un altro uomo molto più abbiente che le avrebbe assicurato una vita di lusso. Quando lei si pente, i due tornano a vivere insieme, ma solo per breve tempo: la donna lo lascia di nuovo portando con sé anche la figlia.
Il film concede spazio anche al dramma di un operaio, amico di Felice, che muore travolto da una cassa che si sgancia da una gru. “Il primo film sulle morti bianche che raccontò Marghera 30 anni fa” ha commentato Marco Muller, il direttore della Mostra.
Un film che, quindi, denuncia la condizione degli operai di 30 anni fa, ma che è, purtroppo, ancora attuale.
Oggi, 5 settembre, sarà la volta di ThyssenKrupp Blues e della La fabbrica dei tedeschi, due film incentrati sull’incidente avvenuto allo stabilimento ThyssenKrupp di Torino nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007 che ha causato la morte di sette operai.
ThyssenKrupp Blues, di Pietro Balla e Monica Repetto, è un documentario le cui riprese erano iniziate sei mesi prima della tragedia.
Il documentario voleva essere il racconto della crisi di due aziende, la ThyssenKrupp e la Bertone, sullo sfondo di una Torino pronta alla rinascita grazie al lancio della nuova Cinquecento, che invece si trasforma, purtroppo, nella cronaca di una tragedia annunciata.
I registi volevano raccontare storie semplici di persone semplici, degli operai che vivevano una situazione che degenerava di giorno in giorno. E lo fanno attraverso Carlo Marrapodi, il protagonista, che racconta di come i tubi venivano aggiustati con lo scotch, o dei turni massacranti che si facevano alle acciaierie.
La fabbrica dei tedeschi, di Mimmo Calopresti, è una docu-fiction (documentario con prologo di fiction con Monica Guerritore e Valeria Golino) che raccoglie le testimonianze dei familiari e dei colleghi degli operai morti nel rogo della ThyssenKrupp. Il film racconta non solo gli operai che muoiono in fabbrica, ma anche le loro storie d’amore interrotte, i rapporti troncati tra madri e figli e gli effetti della tragedia che andranno avanti per anni.
Da oggi prenderà il via anche la Carovana per il Lavoro Sicuro, promossa da Articolo 21 e commentata positivamente dal Presidente della Repubblica che, in una lettera inviata al presidente della Mostra, Paolo Baratta, dice che è importante “non abbassare mai la guardia rispetto al dramma delle morti bianche”.